Motorola Razr 60 Ultra è uno smartphone che ti fa cambiare il modo di percepire l'usabilità del device, non perché “fa magie”, ma perché lo schermo esterno da 4" è talmente completo che inizi a fare un sacco di cose senza aprirlo: rispondi ai messaggi, controlli notifiche, fai ricerche veloci, gestisci musica e timer. Nel mio uso, è diventato quasi automatico: lo apro solo quando devo scrivere tanto o godermi contenuti sul pannello grande. Questa è la sua vera forza.
Ma non è solo usabilità, Motorola Razr 60 Ultra offre anche una scheda tecnica di alto livello: : Snapdragon 8 Elite, 16 GB di RAM, display interno 7" LTPO a 165 Hz e un'autonomia più concreta di quanto mi aspettassi .
Scopriamolo insieme nella mia recensione.
Dentro il Motorola Razr 60 Pro, troviamo lo Snapdragon 8 Elite (3 nm) con configurazione octa-core (due core “Prime” e sei “Performance”, con clock fino a 4,32 GHz), affiancato da 16 GB di RAM LPDDR5X. Tradotto: non ho mai visto impuntamenti seri, nemmeno passando da una raffica di foto alla modifica, poi a una call e subito dopo a un gioco o a un’app pesante. È uno di quei telefoni che ti dà la sensazione di “sempre pronto”. Questa mia prova è stata confermata anche dai vari benchmark: Geekbench 6 ~2679 single / ~8285 multi, AnTuTu ~2.102.743, e su 3DMark Wild Life Extreme ~5992 (circa 35,88 fps), che dimostrano che lo smartphone letteralmente vola!
Detto questo, c’è il rovescio della medaglia: in un corpo pieghevole e compatto, la questione della temperatura termica è sempre un tema. In sessioni di gioco lunghe o stress test, si scalda in modo percepibile (soprattutto dietro). Mi preme sottolineare, però, che nel mio utilizzo quotidiano non si è mai bloccato, però se sei tra quegli utenti uno che fa mezz’ora/un’ora di gioco pesante di fila, sappi che il calore lo senti.
Per quanto riguarda la connettività troviamo il 5G, Wi‑Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, eSIM + SIM fisica.
L'audio include due doppi altoparlanti stereo con Dolby Atmos e “Audio spaziale”; volume alto, chiaro, perfetto per video e vivavoce. I bassi non sono quelli di una cassa (ovvio), ma il suono è piacevole e non gracchia. E purtroppo no, il jack cuffie non c’è.
Il design del Motorola Razr 60 Ultra è davvero molto particolare, non abbiamo il solito vetro, ma una finitura nel mio caso in PANTONE Cabaret, ho apprezzato che l'esperienza tattile è di livello superiore!
Le dimensioni sono 73,99×171,48×7,19 mm da aperto e 73,99×88,12×15,69 mm da chiuso, mentre il suo peso è di 199 grammi. In tasca chiuso è comodissimo, anche se il suo spessore si fa notare, soprattutto se utilizzato con la cover fornita in dotazione.
Frontalmente è presente il vetro Corning Gorilla Glass Ceramic. È un dettaglio importante perché il display esterno, su questo tipo di telefono, è quello che usa e si "rischia” di più. Io ho apprezzato anche la sensazione della cerniera: solida, stabile, senza giochi strani. Motorola, a livello di comunicazione tecnica, parla di cerniera rinforzata (piastra in titanio) e di filtri integrati per ridurre l’ingresso di polvere.
Per quanto riguarda al resistenza troviamo la certificazione IP48 (polvere e acqua), questo significa che il Motorola Razr 60 Ultra è progettato per resistere all’ingresso di oggetti solidi sopra 1 mm e, secondo specifiche/condizioni di laboratorio, può reggere anche immersione in acqua dolce fino a 1,5 m per 30 minuti. Però non prenderla come “posso farci snorkeling”: Motorola stessa specifica che la resistenza cala con l’usura e che non è pensato per funzionare sott’acqua. Io l’ho usato sotto pioggia e mani umide senza ansia, e questa serenità è una cosa che, su un pieghevole, pesa in positivo.
Sono presenti due schermi: quello esterno è un 7 pollici LPTO Amoled con risoluzione pari a 2992 x 1224x pixel pieghevole con refresh rate a 165 Hz, Dolby Vision e luminosità fino a 4500 nit, con supporto all'HDR10+ e gamma di colori DCI-P3 fino al 120%. Lo schermo interno da 4 pollici è un LTPO Amoled da 4 pollici con risoluzione 1272 x 1080 pixel, HDR10+ e piccolo di luminosità fino a 3000 nits.
Tradotto in poche parole: sotto il sole lo schermo esterno resta leggibile e quello interno è davvero luminoso quando serve.
La piega? Te lo dico senza giri di parole: si sente al tatto, ma si vede molto poco durante l’uso normale. Se la cerchi, la trovi; se guardi un video o scorri una pagina, la mente la cancella in un attimo. È una di quelle cose che, dopo due giorni, smetti di notare.
Lo schermo esterno è come un secondo telefono in miniatura. La cosa bella è che non ti invita per forza a scrollare ore: lo usi per cose rapide, e spesso ti basta davvero quello. Basti pensare alle notifiche, alle risposte veloci e alla gestione della musica musica... in tutte queste occasioni ho utilizzato quasi esclusivamente lo schermo esterno senza rimpianti!
La batteria integrata è da 4700 mAh, considerando un utilizzo quotidiano medio, composto principalmente da chat, mail, un po' di social e qualche chiamate si arriva a serva con circa il 35-45% di carica residue. Mentre se si considera un utilizzo intenso, quindi con poco wi-fi e tante chiamate si arriva a sera con il 15-20% di autonomia residua.
Motorola razr 60 Ultra supporta la ricarica con TurboPower 68W che permette di ottenere una ricarica completa in soli 40 minuti. Ma attenzione, serve un caricatore compatibile da acquistare a parte!
E' presente anche la ricarica Wireless fino a 30W e la ricarica reverse a 5W comoda per ricaricare auricolari e accessori utilizzando l'autonomia dello smartphone. Mi preme sottolineare che sono presenti anche le funzioni software di tutela batteria (ricarica ottimizzata e protezione da sovraccarico/limite all’80% in certi scenari): sono quelle cose che non “fanno titolo”, ma sul lungo periodo hanno un ruolo essenziale per la lunga vita dello smartphone.
Il comparto fotografico vede la presente di tre fotocamere da 50 MP. Dietro è presente una camera principale 50 MP f/1.8 con stabilizzazione ottica e una ultragrandangolare 50 MP f/2.0 con campo visivo 122°; mentre frontalmente (sul display interno) si ha a disposizione una selfie camera 50 MP f/2.0.
Nel mio uso, la principale è quella che ho usato di più: di giorno tira fuori scatti belli, dettagliati, con colori piacevoli e una buona gamma dinamica. Ogni tanto, in scene complicate, ho notato che l’esposizione può essere un filo “ballerina” . Di notte, sorprende: non è la camera da “notte perfetta sempre e comunque”, però la resa è più che dignitosa e, se non pretendi miracoli, porti a casa foto pulite e utilizzabili.
L’ultra-grandangolare mi è piaciuta perché non è “solo per fare panorama”: c’è messa a fuoco, quindi ti ci diverti anche con scatti ravvicinati tipo macro. Di notte perde un po’ di dettaglio nelle ombre (normale), ma resta coerente e sfruttabile.


La vera magia, però, sta nel fatto che questo è un flip: i selfie migliori li fai con le fotocamere posteriori, usando lo schermo esterno come mirino. E qui sì che cambia tutto: qualità superiore, più scelta (wide o ultra-wide), e ti vedi bene mentre scatti. Nel mio caso, la camera interna l’ho usata pochissimo proprio per questo motivo.
I video possono essere registrati con qualità fino a 8K@30 fps con la principale e 4K ad alti frame rate; nella pratica ho apprezzato soprattutto stabilizzazione e “modes” tipici del pieghevole. C’è la modalità tipo Camcorder, che si attiva piegandolo a 90 gradi: sembra una sciocchezza, poi inizi a usarla e capisci che è comoda, soprattutto per riprese “al volo” più stabili. E c’è la Flex View, cioè il telefono che diventa un mini-treppiede: timer, pose, riprese a mani libere… tutte cose che in vacanza o in casa finiscono per essere utili davvero.
Sul fronte “foto assistite”, ci sono anche funzioni IA tipo Signature Style, Group Shot e Action Shot: alcune sono più “wow”, altre più pratiche. Group Shot, ad esempio, ha senso quando fai foto di gruppo e vuoi ridurre la probabilità di occhi chiusi o facce sfortunate.
Sul lato software troviamo Android 15 , che si traduce con interfaccia lineare, poche cose inutili in mezzo, e personalizzazioni che (quasi sempre) sono utili. La UI viene chiamata Hello UI e, nel mio quotidiano, è stata stabile e piacevole.
Moto ha sempre puntato tanto sulle gesture e qui ci sono: torcia col doppio “scuotimento”, fotocamera con la rotazione del polso, e altre scorciatoie che diventano abitudine. La cosa bella è che molte azioni le fai anche da telefono chiuso, quindi tornano coerenti con il concetto dello schermo esterno come “hub rapido”.
Dopo diverse settimane di utilizzo, quello che mi resta addosso è una sensazione: questo telefono ti semplifica, ma non nel senso “fa tutto lui”. Ti semplifica perché ti spinge a fare micro‑azioni senza entrare nel loop infinito di aprire, sbloccare, scorrere, distrarti. Lo schermo esterno è il semaforo: guardi, rispondi, chiudi (anzi, spesso non apri proprio). Questa esperienza, e lo dico senza esagerare, è la ragione per cui il Razr 60 Ultra ha senso.
Il conclusione, Motorola Razr 60 Ultra dimostra quanto il formato flip sia maturato negli ultimi anni. Motorola ha migliorato gli aspetti più importanti di uno smartphone pieghevole: prestazioni elevate, display di qualità e uno schermo esterno davvero utile nella vita quotidiana. Proprio quest’ultimo rappresenta il vero valore aggiunto, perché permette di gestire molte attività senza aprire il telefono, rendendo l’esperienza più pratica e immediata.
Restano alcuni compromessi tipici dei pieghevoli, come la necessità di trattare con attenzione il display interno e una gestione del calore che può farsi sentire sotto stress prolungato. Tuttavia nel complesso il Razr 60 Ultra è uno smartphone premium molto convincente, capace di unire design iconico e tecnologia avanzata.

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