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Snap presenta SPECS, gli occhiali AR che vogliono rendere il computing più umano

Snap presenta SPECS, gli occhiali AR che vogliono rendere il computing più umano

Snap Inc. guarda oltre lo smartphone e presenta ufficialmente SPECS, una nuova generazione di occhiali in realtà aumentata pensata per portare il computing direttamente nel mondo reale. Non si tratta di semplici occhiali smart e nemmeno di un visore tradizionale, ma di un dispositivo indossabile autonomo che integra intelligenza artificiale, display trasparenti, strumenti di lavoro, intrattenimento ed esperienze condivise all’interno dell’ambiente che ci circonda.

L’obiettivo dichiarato da Snap è ambizioso: rendere il rapporto con la tecnologia più naturale, meno legato agli schermi e più vicino al modo in cui viviamo, lavoriamo, impariamo e comunichiamo ogni giorno. Gli Snap SPECS vogliono quindi inserirsi in quella nuova categoria di dispositivi che provano a superare il classico compromesso tra potenza, portabilità e comfort.

Gli occhiali sono disponibili in preordine su SPECS.COM al prezzo di 2.295 euro, con un deposito rimborsabile di 170 euro. Le prime spedizioni sono previste per l’autunno 2026 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia.

Un computer indossabile dentro un paio di occhiali trasparenti

Con SPECS, Snap descrive una nuova idea di computer personale. Per anni il computing è stato legato a schermi fissi, smartphone, notebook o visori che spesso richiedono di isolarsi dall’ambiente. Gli SPECS provano invece a portare le informazioni digitali nello spazio fisico, sovrapponendole al mondo reale senza costringere l’utente ad abbassare lo sguardo o a interrompere quello che sta facendo.

Il concetto è semplice da spiegare ma complesso da realizzare: indossare un paio di occhiali e vedere comparire davanti ai propri occhi indicazioni, strumenti, contenuti, notifiche, assistenti virtuali ed esperienze interattive, mantenendo però il contatto visivo con ciò che accade intorno.

Secondo Snap, gli occhiali AR SPECS rappresentano un passaggio importante dopo oltre dieci anni di investimenti nella realtà aumentata. L’azienda ha lavorato su strumenti per sviluppatori, sistema operativo proprietario, display, ottiche e computer vision, arrivando a depositare oltre 7.000 brevetti legati a questo settore.

Più avanzati degli occhiali AI, più leggeri di un visore

Il punto interessante degli SPECS è il loro posizionamento. Snap non li presenta come un semplice paio di occhiali con funzioni vocali o fotocamera integrata, ma nemmeno come un visore immersivo pensato per sostituire l’ambiente reale.

Gli occhiali con intelligenza artificiale oggi disponibili sono spesso più comodi e facili da indossare, ma restano limitati nelle funzioni. I visori, al contrario, possono offrire esperienze più potenti, ma risultano generalmente più ingombranti e meno adatti a un utilizzo quotidiano prolungato. Gli SPECS cercano di stare nel mezzo, proponendo un dispositivo autonomo, senza cavi e senza unità esterne.

Il design è pensato per l’uso di tutti i giorni. La struttura è realizzata in polimero svizzero TR90, un materiale ad alte prestazioni scelto per combinare leggerezza e resistenza. Gli occhiali saranno disponibili in due misure: il modello da 47 mm pesa 132 grammi, mentre quello da 52 mm arriva a 136 grammi. Snap ha previsto anche inserti removibili per supportare diverse prescrizioni ottiche, così da rendere il prodotto più accessibile anche a chi porta normalmente gli occhiali da vista.

Display LCoS, campo visivo da 51 gradi e lenti elettrocromiche

La parte visiva è uno degli elementi centrali dei nuovi Snap SPECS. Gli occhiali integrano un display proprietario basato su tecnologia liquid crystal on silicon, con un campo visivo di 51 gradi e supporto a 16 milioni di colori. L’obiettivo è offrire immagini più ricche, fluide e leggibili, mantenendo allo stesso tempo la trasparenza necessaria per continuare a vedere l’ambiente circostante.

Snap paragona l’esperienza visiva a quella di un display desktop da 24 pollici per il lavoro, oppure a quella di uno schermo home cinema fino a 115 pollici posizionato a circa tre metri di distanza. In pratica, gli SPECS possono trasformare lo spazio davanti all’utente in una superficie digitale privata, visibile solo a chi indossa gli occhiali.

Un altro dettaglio molto interessante riguarda le lenti elettrocromiche, capaci di passare da trasparenti a oscurate in circa 10 secondi. La tecnologia è ispirata a quella utilizzata nei finestrini del Boeing 787 Dreamliner e serve ad adattare l’esperienza visiva a contesti diversi, dalla casa agli ambienti esterni più luminosi.

Snap ha inoltre riprogettato il waveguide, cioè il sistema ottico che permette di proiettare le immagini nelle lenti. Il nuovo design utilizza miliardi di nanostrutture invisibili, estremamente piccole, pensate per migliorare nitidezza, fluidità e ridurre al minimo la distorsione.

Due processori Snapdragon e tracciamento delle mani più naturale

Sotto la scocca, gli SPECS integrano due processori Snapdragon. Uno è dedicato alla computer vision, mentre l’altro è progettato per gestire l’esecuzione delle Lenti, cioè le esperienze in realtà aumentata create per l’ecosistema Snap.

Questa configurazione permette agli occhiali di riconoscere l’ambiente, seguire i movimenti e gestire interazioni più naturali. Il tracciamento delle mani ad alta velocità consente di usare gli SPECS senza dipendere sempre da controller esterni, rendendo l’interazione più immediata e vicina ai gesti quotidiani.

Snap dichiara una latenza motion-to-photon di 7 millisecondi, un dato molto importante per la realtà aumentata. Una latenza bassa aiuta infatti a mantenere i contenuti digitali stabili e ben ancorati al mondo reale, evitando quella sensazione di ritardo o disallineamento che può rovinare l’esperienza immersiva.

A cosa servono gli Snap SPECS nella vita quotidiana

La promessa degli occhiali AR di Snap è rendere la realtà aumentata davvero utile, non solo spettacolare. Gli SPECS possono mostrare indicazioni stradali, misurazioni spaziali, notifiche, contenuti multimediali e assistenza contestuale basata sull’intelligenza artificiale.

In uno scenario di lavoro, gli occhiali possono diventare un grande display personale per duplicare lo schermo, aprire una lavagna virtuale o creare uno spazio operativo anche quando non si ha davanti un monitor fisico. In ambito intrattenimento, possono essere usati per guardare contenuti in streaming o vivere esperienze digitali più coinvolgenti.

La parte più particolare resta però quella legata alle esperienze condivise. Snap parla di centinaia di Lenti AR già realizzate dagli sviluppatori, con esempi che vanno dal golf alla musica fino alla didattica. Una Lente può aiutare a leggere il green durante una partita, un’altra può trasformare lo spazio in una batteria interattiva con Drum Kit, mentre strumenti educativi come Vector Fields permettono di visualizzare forze normalmente invisibili.

È proprio qui che gli SPECS provano a distinguersi dagli schermi tradizionali. Non mostrano soltanto contenuti, ma li collocano nello spazio, trasformando l’ambiente reale in una superficie interattiva.

Intelligenza artificiale integrata nel mondo reale

Uno dei punti più importanti degli SPECS è l’integrazione con l’intelligenza artificiale. Snap descrive questa AI non come un assistente chiuso dentro una chat, ma come un sistema capace di vedere ciò che vede l’utente, comprendere il contesto e offrire supporto nel momento in cui serve.

Questo approccio apre scenari interessanti. Invece di chiedere informazioni a uno smartphone, l’utente potrebbe ricevere suggerimenti direttamente mentre svolge un’attività. L’assistenza può diventare più contestuale, perché legata a ciò che si sta guardando e facendo in quel preciso istante.

Naturalmente, un’integrazione così profonda solleva anche domande importanti su privacy, controllo dei dati e trasparenza. Snap ha infatti sottolineato che gli SPECS richiedono il consenso prima di accedere a informazioni sensibili, integrano un LED visibile durante la registrazione e privilegiano l’elaborazione dei dati direttamente sul dispositivo. Gli utenti potranno inoltre controllare ciò che viene memorizzato, sincronizzato, condiviso o eliminato.

Autonomia fino a 20 ore con la custodia di ricarica

Sul fronte autonomia, gli Snap SPECS offrono fino a 4 ore di utilizzo misto con una singola carica. In questo scenario rientrano la riproduzione audio e video, l’uso delle Lenti, l’assistenza AI, le notifiche Bluetooth e altre attività quotidiane.

La custodia di ricarica inclusa garantisce fino a quattro ricariche aggiuntive, portando l’autonomia complessiva fino a 20 ore in mobilità. È una scelta importante, perché rende il prodotto più vicino a un dispositivo da usare durante la giornata, anche se l’autonomia effettiva dipenderà molto dal tipo di utilizzo.

Snap punta anche sugli sviluppatori

Oltre al prodotto hardware, Snap ha annunciato nuovi strumenti dedicati agli sviluppatori. Negli ultimi diciotto mesi l’azienda ha rilasciato 10 aggiornamenti di Snap OS, introducendo oltre 40 nuove funzionalità e API. Questo lavoro ha già permesso la pubblicazione di centinaia di Lenti per gli SPECS.

Tra le novità c’è anche lo sviluppo agentico per la creazione delle Lenti all’interno di Lens Studio, pensato per aiutare gli sviluppatori a ideare, prototipare, testare, ottimizzare e migliorare le esperienze AR anche dopo il lancio. L’anteprima per gli sviluppatori è in fase di roll-out su Claude Code, Codex e Cursor.

Snap ha inoltre presentato lo SPECS Spatial Benchmark, utile per valutare le prestazioni dei modelli di intelligenza artificiale in attività spaziali del mondo reale, insieme al Migration Agent, pensato per aiutare i team a portare progetti esistenti sugli SPECS. Il nuovo Native Development Kit permette invece di integrare codice e librerie direttamente in Lens Studio.

Questo ecosistema sarà fondamentale per capire il futuro degli SPECS. Hardware e design possono attirare l’attenzione, ma saranno le applicazioni e le esperienze disponibili a determinare il reale valore del prodotto nel tempo.

Una campagna globale con volti della creatività

Per accompagnare il lancio, Snap ha svelato anche una campagna globale dedicata agli SPECS, realizzata dal fotografo Steven Meisel. Tra i protagonisti compaiono figure del mondo dello sport, della musica, della moda e della creatività, tra cui Jimmy Butler, Imogen Heap, Hoyeon, Jack Harlow e Kaia Gerber.

Ognuno di loro ha collaborato con Snap per immaginare nuove esperienze con gli SPECS, che debutteranno in autunno. È un modo per raccontare il prodotto non solo come dispositivo tecnologico, ma come piattaforma creativa destinata a influenzare il modo in cui contenuti digitali e mondo fisico possono convivere.

Un passo importante verso il futuro della realtà aumentata

Gli Snap SPECS rappresentano uno dei tentativi più concreti di portare la realtà aumentata fuori dai laboratori e dagli ambienti professionali, avvicinandola alla vita quotidiana. Il prezzo resta alto e il debutto iniziale sarà limitato ad alcuni mercati, ma il progetto mostra chiaramente la direzione in cui Snap vuole muoversi.

L’idea non è sostituire lo smartphone dall’oggi al domani, ma proporre un modo diverso di accedere alle informazioni digitali. Meno schermi da tenere in mano, più contenuti integrati nello spazio reale. Meno isolamento, più continuità tra tecnologia e ambiente circostante.

Se gli SPECS riusciranno davvero a combinare comfort, autonomia, qualità visiva, privacy e un ecosistema ricco di applicazioni, potrebbero diventare uno dei prodotti più interessanti nella nuova fase del computing indossabile. Per ora Snap ha tracciato una strada chiara: portare l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata dentro un paio di occhiali, rendendo il computer meno visibile, ma potenzialmente molto più presente nella vita di tutti i giorni.

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