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DJI RS 5 è una bomba: tracking smart, più coppia e 30 ore di autonomia

DJI ha annunciato a Moncalieri (TO) il nuovo RS 5, uno stabilizzatore consumer per fotocamere che punta dritto ai creator e ai videomaker “one man band”: più leggero, più potente nella stabilizzazione e (soprattutto) più intelligente nel tracking. L’idea è chiara: ridurre il tempo perso tra bilanciamento, settaggi e tentativi, e aumentare la percentuale di clip “buone” già al primo take.

Il RS 5 arriva come evoluzione concreta della linea Ronin RS, con un refresh che tocca sia la parte meccanica (motori e algoritmi) sia l’esperienza d’uso (tracking dal touchscreen, verticale più immediato, ricarica più rapida). Se fai riprese in movimento, run&gun, eventi o contenuti social, è il tipo di prodotto che può cambiare il ritmo della giornata.

Tracciamento intelligente potenziato: più soggetti, meno stress

La novità più “da creator” è l’evoluzione del modulo di tracciamento intelligente RS, già visto su RS 4 Mini ma qui aggiornato con funzioni più mature. Ora puoi inquadrare e tracciare un soggetto direttamente dal touchscreen dello stabilizzatore, un dettaglio pratico perché evita giri strani tra app e accessori quando sei da solo.

Interessante anche l’allargamento dei casi d’uso: non solo persone, ma anche veicoli, animali domestici e oggetti. In più, DJI dichiara la capacità di mantenere la messa a fuoco bloccata su un soggetto umano fino a 10 m di distanza, utile in situazioni “sporche” come location affollate o riprese in strada dove qualcuno può entrare in mezzo. E se il soggetto esce dall’inquadratura, il sistema promette una riacquisizione rapida, quindi meno clip rovinate.

Il montaggio magnetico del modulo è un altro punto a favore: meno tempo di setup, meno pezzi da ricordare nello zaino. In pratica, RS 5 vuole rendere accessibili movimenti che di solito richiedono mano ferma e molta ripetizione, tipo 360°, inseguimenti all’indietro e tracking fisso su un soggetto.

Stabilizzazione: quinta generazione e +50% di coppia di picco

Sul lato “hardcore”, DJI integra la quinta generazione dell’algoritmo di stabilizzazione RS e dichiara un incremento del 50% nella coppia di picco dei motori. Tradotto in linguaggio da set: più margine quando corri, quando cambi direzione di colpo o quando l’assetto non è perfettamente “pulito”. È il genere di miglioramento che si nota soprattutto in riprese dinamiche, perché riduce micro-cedimenti e oscillazioni quando la camera subisce accelerazioni improvvise.

DJI sottolinea anche un miglioramento nelle riprese verticali, tema ormai centrale: se produci Reels, Shorts e TikTok, la stabilità in verticale non è un “extra”, è metà del lavoro.

Peso, carico e verticale: numeri che contano sul campo

DJI RS 5 pesa 1,46 kg includendo impugnatura a batteria e piastre a sgancio rapido. Il payload massimo dichiarato è 3 kg, quindi l’obiettivo è coprire la stragrande maggioranza delle combo mirrorless + ottiche più usate dai creator (nota: la compatibilità precisa dipende sempre dalla lista ufficiale DJI e dalla distribuzione dei pesi).

Il passaggio al verticale avviene senza accessori aggiuntivi grazie al sistema nativo di transizione verticale (terza generazione). È un dettaglio che può sembrare banale, ma in produzione fa la differenza: meno adattatori, meno slittamenti, meno tempo per ribilanciare.

Ergonomia e funzioni “anti-vibrazioni”: riprese più pulite con meno fatica

RS 5 introduce anche una nuova impugnatura elettronica a valigetta pensata per riprese alte e basse, mantenendo controllo elettronico completo. Se fai spesso low angle “da inseguimento” o riprese sopra la testa in mezzo alla gente, questo tipo di accessorio ti salva polso e schiena, e soprattutto ti permette transizioni più fluide.

Curiosa (e potenzialmente utilissima) la presenza dell’indicatore dell’asse Z a schermo: in sostanza ti suggerisce come regolare passo e ritmo per ridurre vibrazioni. È un approccio intelligente perché spesso il problema non è il gimbal, ma il modo in cui cammini. Se funziona bene, è una di quelle feature che migliorano i risultati anche per chi non ha tecnica da operatore.

Autonomia e ricarica: qui DJI ha spinto forte

DJI dichiara ricarica completa in circa 1 h, con un miglioramento del 60% dell’efficienza di ricarica rispetto a RS 4. La batteria standard promette fino a 14 h di autonomia, già più che sufficienti per molte produzioni.

Il vero “game changer” però è l’opzione impugnatura BG70 ad alta capacità, che porta l’autonomia fino a 30 h. Se lavori su eventi lunghi, matrimoni o shooting itineranti, significa meno pause forzate e più continuità operativa: non è solo comodità, è produttività.

Compatibilità camera e controlli: Bluetooth più universale

Sul controllo wireless via Bluetooth, RS 5 amplia il supporto includendo Panasonic e Fujifilm oltre a Sony, Canon e Nikon. È una buona notizia soprattutto per chi usa corpi Fuji in ambito creator o Panasonic per video, perché riduce la dipendenza da cavi e accessori proprietari.

DJI parla anche di nuove manopole di regolazione personalizzabili con strati intermedi in Teflon™ su ciascun braccio dell’asse, pensate per rendere il bilanciamento più preciso e “scorrevole”. È un dettaglio da nerd, ma chi bilancia spesso sa che quei millimetri risparmiati e quella frizione “giusta” contano.

Ecosistema DJI: RSA, Focus Pro e trasmissione SDR

RS 5 resta dentro l’ecosistema DJI in modo molto aggressivo. Con due Focus Pro Motors puoi gestire zoom via joystick e fuoco via rotella, una configurazione interessante se vuoi un controllo più “da cinema” pur restando su un gimbal consumer.

C’è anche la compatibilità con SDR Transmission per live view in alta definizione, controllo remoto di gimbal e camera e collaborazione (monitor regia, focus puller, ecc.). Inoltre la porta RSA permette di agganciare impugnature e maniglie (anche di terze parti), mentre l’SDK RS aperto lascia spazio a funzioni personalizzate sviluppate da altri.

Prezzo e disponibilità in Italia

DJI RS 5 è acquistabile su dji-store.it, negli store ufficiali DJI di Milano e Roma e presso rivenditori autorizzati.

La versione standalone include stabilizzatore, treppiede ad apertura rapida, supporto fissaggio obiettivo, kit viti, piastre a sgancio rapido superiore e inferiore, manico batteria BG33 e cavo di controllo multicamera, con prezzo suggerito di 579 €.

La versione RS 5 Combo aggiunge modulo di tracciamento intelligente evoluto, impugnatura elettronica a valigetta, cavo a L e custodia da trasporto, con prezzo suggerito di 729 €.

DJI Care Refresh per RS 5: cosa copre

DJI rende disponibile Care Refresh anche per RS 5: un piano di protezione che copre danni accidentali con servizio di sostituzione, includendo usura, impatti e danni da acqua (secondo termini del servizio).

Il piano annuale include fino a 2 sostituzioni in 1 anno, quello biennale fino a 4 sostituzioni in 2 anni. DJI cita anche garanzia ufficiale, garanzia internazionale e spedizione gratuita tra i servizi inclusi.

A chi conviene DJI RS 5 (e a chi no)

RS 5 ha senso se vuoi un gimbal moderno, leggero, con tracking più “plug and play” e autonomia che può arrivare a livelli quasi esagerati con BG70. È particolarmente centrato per creator che lavorano da soli e per chi alterna spesso orizzontale e verticale nella stessa giornata.

Se invece lavori sempre in set strutturati con rig più pesanti, o ti serve un ecosistema già basato su soluzioni cinema dedicate, il vero discrimine sarà la compatibilità reale con la tua camera/lente e quanto ti serve il tracking integrato rispetto a soluzioni esterne.

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