Amazfit Bip Max - Recensione
A prima vista Amazfit Bip Max sembra puntare tutto sulle dimensioni. Il display è grande, la cassa si fa notare e il nome “Max” lascia pochi dubbi sulle intenzioni del produttore. Dopo aver guardato più attentamente le sue caratteristiche, però, si capisce che lo schermo è soltanto una parte del progetto.
Questo smartwatch mette insieme un pannello AMOLED da 2,07 pollici, GPS integrato, mappe offline, oltre 150 modalità sportive e un sistema piuttosto completo per tenere sotto controllo allenamento, recupero e sonno. È proprio la parte fitness a renderlo particolarmente interessante, soprattutto per chi non si limita a camminare o correre ma frequenta anche la palestra.
Tra le funzioni che meritano più attenzione c'è infatti il conteggio automatico delle ripetizioni durante gli allenamenti di forza. Bip Max prova a riconoscere alcuni esercizi, registra le serie e aiuta a ricostruire la sessione direttamente dall'app Zepp. Non è una funzione perfetta in ogni situazione, ma cambia parecchio il modo in cui si può utilizzare uno smartwatch durante un allenamento con pesi e macchine.
A questo si aggiunge un monitoraggio del sonno molto articolato, con fasi del riposo, HRV, respirazione, punteggio del sonno e BioCharge. Il risultato è un dispositivo che prova a seguire l'intera giornata, non soltanto i minuti trascorsi ad allenarsi.
Grande, ma il display ne beneficia parecchio
Partiamo dalle dimensioni, perché sono impossibili da ignorare. La cassa misura 42,76 x 49,58 mm, mentre lo spessore è di 10,93 mm senza considerare il sensore inferiore e arriva a 13,24 mm includendolo. Con il cinturino, il peso dichiarato è di 52,6 grammi.
Non è quindi uno smartwatch pensato per sparire sul polso. Il quadrante rettangolare è ampio e su un polso piccolo si nota parecchio. È un aspetto che vale la pena considerare prima dell'acquisto, soprattutto se normalmente si preferiscono orologi compatti.
La scelta di una cassa così grande, però, ha anche un vantaggio molto concreto: permette di ospitare un display AMOLED da 2,07 pollici.
La risoluzione è di 432 x 514 pixel, con una densità di circa 324 pixel per pollice. Le informazioni risultano quindi ben definite e, soprattutto, hanno spazio sufficiente per essere lette senza dover continuamente scorrere tra più schermate.
Durante un allenamento questa caratteristica diventa particolarmente utile. Battito cardiaco, tempo trascorso, calorie, distanza e altri parametri possono essere controllati rapidamente con uno sguardo.
È uno di quei dettagli che sulla carta possono sembrare secondari, ma che nell'utilizzo quotidiano fanno la differenza. Uno smartwatch destinato anche allo sport viene consultato spesso mentre ci si sta muovendo, magari con il fiato corto o con le mani impegnate. Avere numeri grandi e ben leggibili semplifica parecchio le cose.
La luminosità massima dichiarata può raggiungere 3.000 nit in determinate condizioni. Con la regolazione automatica può invece arrivare intorno ai 2.000 nit, sempre a seconda dell'ambiente. Quando la batteria scende sotto il 30%, il valore massimo di luminosità non è disponibile.
È presente naturalmente il sensore di luminosità automatica, così come l'Always-On Display, che permette di mantenere alcune informazioni visibili anche quando lo schermo non è completamente attivo.
Usare l'Always-On Display ha però un impatto sull'autonomia, quindi la scelta dipende soprattutto da quanto si considera importante avere sempre l'orario visibile.
Il telaio utilizza una lega di alluminio, mentre la parte inferiore della cassa è realizzata in materiale plastico. Sul lato sono presenti due pulsanti fisici. Durante lo sport sono comodi, perché usare sempre il touchscreen con le mani sudate non è necessariamente la soluzione più pratica.
Il cinturino misura 22 mm ed è realizzato in silicone liquido. È morbido, anche se nelle giornate molto calde un cinturino di questo tipo può inevitabilmente trattenere un po' di calore sulla pelle.
La resistenza all'acqua è 5 ATM, quindi Bip Max può essere indossato anche durante il nuoto e nelle normali attività in acqua. Non è invece pensato per immersioni profonde o attività acquatiche ad alta velocità.
In palestra Bip Max mostra una delle sue funzioni migliori
È nella modalità dedicata all'allenamento di forza che Amazfit Bip Max diventa decisamente più interessante.
Le modalità sportive disponibili superano quota 150 e comprendono attività molto diverse tra loro: corsa, camminata, ciclismo, nuoto, HIIT, functional training, cross training, yoga, pilates, spinning, vogatore, ellittica e anche modalità pensate per HYROX.
Per chi va in palestra, però, il numero totale delle modalità sportive conta fino a un certo punto. La caratteristica più utile è un'altra: Bip Max può riconoscere automaticamente 25 esercizi di forza.


Tra quelli supportati troviamo, per esempio, squat a corpo libero, squat con bilanciere, panca piana, stacco da terra, lat machine, curl per i bicipiti, alzate laterali, shoulder press, push-up, trazioni, rematore e diversi esercizi dedicati ai tricipiti e agli addominali.
Il sistema utilizza il movimento del polso per cercare di capire quale esercizio si sta eseguendo.
Ma soprattutto può contare le ripetizioni.
È probabilmente una delle funzioni più interessanti di tutto lo smartwatch.
Durante una normale sessione in palestra non si ottiene quindi soltanto un dato generico del tipo “allenamento di 50 minuti”. Bip Max prova a costruire una traccia più dettagliata della seduta, suddividendola in esercizi e serie.
Il vantaggio è evidente soprattutto quando si eseguono molte serie durante la stessa sessione. Non serve ricordarsi continuamente a quale ripetizione si è arrivati e, terminato l'allenamento, diventa più facile avere una panoramica di quello che è stato fatto.
Naturalmente bisogna capire anche il limite del sistema.
Lo smartwatch è al polso e quindi può interpretare bene soprattutto gli esercizi nei quali il braccio compie un movimento facilmente riconoscibile. Un curl con manubri, un'alzata laterale o una distensione producono movimenti abbastanza chiari per i sensori.
La situazione cambia con una pressa per le gambe o con alcune macchine nelle quali le braccia rimangono quasi ferme. In quei casi è inevitabilmente più difficile capire cosa sta succedendo.
Può quindi capitare che qualche esercizio non venga identificato correttamente oppure che il numero delle ripetizioni necessiti di una correzione. I dati possono comunque essere sistemati successivamente.
L'approccio più corretto è considerare il conteggio delle ripetizioni di Amazfit Bip Max come un aiuto, non come un personal trainer che non sbaglia mai.
Ed è proprio utilizzandolo in questo modo che la funzione acquista senso.



Battito cardiaco e analisi dell'allenamento
Il monitoraggio della frequenza cardiaca viene affidato al sensore ottico BioTracker 6.0 PPG, formato da cinque fotodiodi e due LED.
Il sensore può seguire il battito durante la giornata e diventa naturalmente ancora più importante durante l'attività fisica, quando permette di vedere in tempo reale quanto intensamente si sta lavorando.
Nei cambi di ritmo molto rapidi può esserci un piccolo ritardo prima che la lettura segua perfettamente l'andamento del battito. Quando il ritmo diventa più stabile, il monitoraggio riesce invece a fornire una lettura molto più regolare.
Oltre alla frequenza cardiaca, Bip Max elabora una serie di parametri che aiutano a dare un contesto all'allenamento.
Ci sono Training Load, Training Effect e Training Stress Balance, oltre alla stima del VO₂ Max nelle attività compatibili.
Il VO₂ Max può sembrare uno di quei numeri riservati agli sportivi più esperti, ma in realtà è abbastanza semplice da interpretare: rappresenta una stima della capacità dell'organismo di utilizzare ossigeno durante uno sforzo intenso.
Più che concentrarsi sul singolo valore, è interessante osservare come cambia nel tempo. Se ci si allena con continuità, può diventare un indicatore dell'evoluzione della propria forma aerobica.
Lo stesso ragionamento vale per molte altre metriche presenti sull'orologio. Non serve ossessionarsi sul numero della giornata. Quello che conta davvero è osservare l'andamento su periodi più lunghi.
GPS integrato e mappe offline
Amazfit Bip Max dispone anche di GPS integrato e supporta cinque sistemi satellitari.
Questo permette di registrare un'attività all'aperto senza dipendere continuamente dallo smartphone. Corsa, passeggiate, trekking e altre attività possono essere tracciate direttamente dall'orologio.
In ambienti urbani molto densi può capitare di vedere qualche piccola imprecisione nel percorso, specialmente vicino a edifici alti o in strade strette, ma la registrazione rimane adatta a ricostruire l'attività svolta.
Un'altra caratteristica interessante è la presenza di 4 GB di memoria interna, che consente anche di scaricare mappe offline.
È qui che il grande display torna nuovamente utile.
Guardare una mappa su un quadrante minuscolo non è particolarmente piacevole. Con un pannello da 2,07 pollici, invece, seguire il percorso diventa decisamente più semplice.
Per chi utilizza lo smartwatch anche durante passeggiate lunghe o escursioni, poter avere una mappa direttamente al polso è una funzione che può tornare utile più spesso di quanto si pensi.


Monitoraggio del sonno: non conta soltanto quante ore dormiamo
Una delle parti più complete di Amazfit Bip Max riguarda il monitoraggio del sonno.
Il sistema RestoreIQ non si limita a registrare il momento in cui ci addormentiamo e quello in cui ci svegliamo. Analizza anche la struttura del riposo e divide la notte nelle varie fasi.
Si possono quindi consultare i periodi di sonno leggero, sonno profondo e fase REM, insieme ai momenti di veglia.
A questi dati si aggiungono il monitoraggio della respirazione, la frequenza cardiaca durante la notte, la variabilità cardiaca e un punteggio complessivo del sonno.
Al mattino una parte delle informazioni è disponibile direttamente dallo smartwatch. Si può quindi dare un'occhiata veloce alla notte appena trascorsa senza dover necessariamente prendere subito lo smartphone.
È però nell'app Zepp che i dati diventano più interessanti.
Guardare una singola notte dice relativamente poco. Può capitare di dormire male per mille motivi: una cena pesante, caldo, stress, un allenamento serale o semplicemente una giornata diversa dal solito.
Osservare invece l'andamento di una settimana o di un mese permette di capire molto di più.
Si può notare, per esempio, se nei periodi di allenamento intenso cambia la quantità di sonno profondo, se il battito notturno tende a essere più alto oppure se l'HRV segue un andamento particolare.
Sono informazioni che non sostituiscono una valutazione medica, ma possono aiutare a conoscere meglio le proprie abitudini.
Amazfit Bip Max può rilevare anche i sonnellini superiori a 20 minuti, caratteristica utile per chi riposa durante il giorno e vuole avere un quadro più completo delle ore effettivamente dormite.
HRV, stress, ossigenazione e BioCharge
Il controllo della salute continua anche quando non ci si sta allenando.
Bip Max permette di monitorare la frequenza cardiaca, lo stress e la saturazione dell'ossigeno nel sangue, oltre alla variabilità della frequenza cardiaca.
È disponibile anche una misurazione rapida che, in circa 45 secondi, raccoglie frequenza cardiaca, SpO₂, stress e frequenza respiratoria.
Tra tutti questi valori, l'HRV merita qualche spiegazione.
La variabilità della frequenza cardiaca misura le piccole variazioni di tempo tra un battito e quello successivo. Non va quindi confusa con il semplice numero di battiti al minuto.
Preso da solo, il dato può dire poco. Osservato insieme a sonno, allenamenti e stress diventa invece più interessante per capire come sta reagendo il corpo.
Su questo principio si basa anche BioCharge.
Il sistema prova a sintetizzare diverse informazioni in un unico indicatore dell'energia disponibile durante la giornata. Tiene conto dell'attività, del recupero, dello stress e del sonno per restituire un valore facile da consultare.
Non significa naturalmente che bisogna decidere se allenarsi esclusivamente in base a BioCharge.
Se ci si sente bene, le proprie sensazioni continuano ad avere un peso fondamentale. Il vantaggio è avere un'informazione in più da mettere insieme al resto.
BioCharge tende inoltre ad acquistare maggiore significato dopo qualche giorno di utilizzo, quando lo smartwatch ha raccolto abbastanza dati sulle normali abitudini della persona che lo indossa.
App Zepp: tante informazioni, ma serve un po' di tempo
Tutto il lavoro svolto dai sensori viene raccolto nell'app Zepp, disponibile per Android e iPhone.
Qui si trovano passi, frequenza cardiaca, sonno, stress, allenamenti, recupero e tutti gli altri parametri registrati dall'orologio.
Aprendo un'attività sportiva si possono analizzare percorso GPS, durata, calorie, velocità o passo, zone cardiache, Training Effect e altri valori.
Le informazioni sono tante e proprio per questo nei primi giorni può servire un po' di tempo per capire dove si trova tutto.
Una volta presa confidenza con l'app, però, la quantità di dati disponibili permette di ricostruire abbastanza bene sia l'attività quotidiana sia l'andamento degli allenamenti.
C'è anche Zepp Coach, pensato per creare programmi di allenamento personalizzati utilizzando le informazioni raccolte sulle prestazioni e sul recupero.
Le attività possono inoltre essere sincronizzate con diversi servizi esterni, tra cui Strava, TrainingPeaks, adidas Running, komoot, Relive, Google Fit e Apple Health.
Notifiche, chiamate Bluetooth e Zepp Flow
La componente sportiva è centrale, ma Bip Max rimane uno smartwatch da utilizzare tutti i giorni.
Il dispositivo integra microfono e altoparlante e può quindi essere utilizzato per effettuare e ricevere chiamate Bluetooth quando è collegato allo smartphone.
Sul display vengono visualizzate anche le notifiche.
Le dimensioni generose dello schermo tornano utili proprio in queste situazioni. Leggere un messaggio o controllare rapidamente un'informazione è più comodo quando il testo non è costretto all'interno di pochi millimetri.
È presente inoltre Zepp Flow, l'assistente vocale integrato nell'ecosistema Amazfit e compatibile anche con l'italiano.
Può essere utilizzato per impartire alcuni comandi vocali senza dover cercare manualmente la funzione nei menu.
Non trasforma Bip Max in uno smartphone da polso, ma evita di dover prendere il telefono per ogni piccola operazione.
Autonomia: uno dei vantaggi più pratici
La batteria integrata ha una capacità di 550 mAh.
Amazfit dichiara fino a 20 giorni di autonomia con utilizzo tipico, circa 10 giorni in condizioni di utilizzo intenso, intorno ai 7 giorni mantenendo attivo l'Always-On Display e fino a 40 ore di utilizzo continuativo del GPS.
Naturalmente non esiste un'autonomia identica per tutti.
Tenere sempre accesi il monitoraggio cardiaco, il controllo dell'ossigenazione, il rilevamento del sonno e l'Always-On Display consuma molto più che utilizzare soltanto le funzioni essenziali.
In una configurazione completa e piuttosto intensa è quindi realistico pensare a circa una settimana di utilizzo. Riducendo le funzioni più energivore si può salire sensibilmente e avvicinarsi alle due settimane.
La cosa importante, più del numero preciso di giorni, è che non sia necessario ricaricare continuamente l'orologio.
Questo aspetto diventa ancora più importante quando si utilizza il monitoraggio del sonno.
Se bisogna mettere lo smartwatch sul caricatore ogni sera, si perde proprio una delle parti più interessanti della raccolta dati. Con una batteria capace di coprire diversi giorni consecutivi è invece molto più semplice indossarlo giorno e notte.
Dove può migliorare
Amazfit Bip Max offre moltissimo, ma qualche limite c'è.
Il primo riguarda inevitabilmente le dimensioni. Il display grande è comodo, ma porta con sé una cassa importante che potrebbe non piacere a chi ha un polso piccolo.
Anche il cinturino in silicone può risultare caldo durante i mesi estivi, soprattutto se lo smartwatch viene indossato tutto il giorno e anche durante gli allenamenti.
Il riconoscimento automatico dell'attività e degli esercizi non è infallibile. In palestra alcuni movimenti vengono interpretati meglio di altri e lo stesso vale per il conteggio delle ripetizioni.
È il compromesso naturale di un sistema che cerca di ricostruire un esercizio basandosi principalmente sui movimenti del polso.
Manca inoltre l'NFC per i pagamenti, quindi non è possibile utilizzarlo come sostituto della carta bancaria nei negozi.
Alcune analisi aggiuntive dell'ecosistema Zepp sono inoltre collegate a servizi a pagamento, anche se le principali funzioni dello smartwatch restano disponibili senza un abbonamento.
Amazfit Bip Max
Smartwatch con ampio display AMOLED da 2,07 pollici, GPS integrato e 4 GB di memoria per le mappe offline. Offre oltre 150 modalità sportive, strumenti avanzati per l'allenamento, monitoraggio della salute con BioTracker 6.0 e BioCharge e un'autonomia fino a 20 giorni.
Amazfit Bip Max: conclusioni
Amazfit Bip Max è uno smartwatch che punta molto su fitness, recupero e monitoraggio del sonno.
Il display AMOLED da 2,07 pollici è uno dei suoi elementi più evidenti, ma non è quello che lo rende davvero interessante. Il valore aggiunto arriva dalla quantità di informazioni che riesce a raccogliere durante l'intera giornata.
In palestra la possibilità di riconoscere gli esercizi e contare automaticamente le ripetizioni aggiunge qualcosa di concreto rispetto alla semplice registrazione della durata dell'allenamento. Il sistema può sbagliare, soprattutto con alcuni macchinari o negli esercizi nei quali il polso si muove poco, ma rimane una funzione utile per tenere traccia delle proprie sessioni senza dover annotare tutto manualmente.
La stessa attenzione si ritrova nel sonno. Durata, fasi, respirazione, HRV e punteggio complessivo permettono di andare oltre il semplice conteggio delle ore trascorse a letto. BioCharge prova poi a mettere insieme riposo, stress e attività per offrire una lettura immediata del livello di recupero.
GPS, mappe offline, chiamate Bluetooth, Zepp Flow e una batteria capace di durare diversi giorni completano un pacchetto molto ampio.
Il prezzo indicato di 99,90 euro rende ancora più interessante l'insieme delle funzioni disponibili.
Il vero punto di forza di Bip Max, alla fine, sta proprio nel modo in cui collega allenamento e recupero. Durante il giorno registra quello che facciamo, in palestra cerca di capire come ci stiamo allenando e durante la notte continua a raccogliere informazioni sul riposo.
Per chi cerca soprattutto uno smartwatch per palestra, fitness e monitoraggio del sonno, sono proprio queste le caratteristiche che danno senso ad Amazfit Bip Max.
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